Questi brevi cenni sulla storia del tango sono per chi non ha ancora avuto l’opportunità o il tempo di leggere un libro sull’argomento, per chi non ne sospetta l’interesse, non immagina quanto sia ricco né quanto ci riguardi, per chi desidera averne semplicemente un’idea.

 Quanto troverete scritto qui è il parziale frutto delle mie letture e di quanto ascoltato in tutti gli anni della mia frequentazione con il tango.

In quanto scrivo c’è ovviamente la mia esperienza personale, emotiva e di lavoro, che ha formato e orientato la mia idea e filtrato tutto quanto ho avuto modo di apprendere.

Ogni argomento meriterebbe un intero volume quindi rimando e invito a letture complete ed esaustive sull’argomento, in proposito di seguito indico i testi che ho potuto rintracciare e che ho memoria di aver letto, oltre a queste vi saranno senz’altro informazioni e letture delle quali non ricordo la fonte, libri, dispense, articoli e chiacchierate che si sono integrate, diluite e mescolate tra di loro, mi scuso con tutti coloro che hanno contribuito con le loro ricerche a formare la mia opinione e che non posso citare ma attendo eventualmente in merito integrazioni e correzioni.

 Ma il tango non è solo un fenomeno oggetto di studio e rivisitazione, il tango è vivo, oggi più che mai, nelle sue forme sempre nuove e diverse, quindi si può dire che la genesi continua, si può dire che il processo creativo non è mai terminato anzi attraverso di esso il rito prosegue nella ri-creazione di un’identità che l’uomo non ha mai smesso di cercare, è una ricerca permanente, oggi più di sempre. L’emigrazione che ha generato il tango, nel senso dello spostamento da un luogo all’altro è fenomeno che continua tuttoggi a flussi invertiti, ma un vero “altrove” non esiste più, siamo tutti nello stesso punto, semmai in qualche modo esuli in patria, tutti situati sulla linea di confine, abitanti della frontiera in costante contatto con l’altro, con il “diverso”. E il tango come strumento di conoscenza, di approccio, di superamento della solitudine, destino di ogni essere umano, e di elaborazione delle differenze ci viene in soccorso. Non si può spiegare tanto successo, una partecipazione così sentita se si trattasse solo di un ballo. In ogni tango il confronto con l’altro, tanto temuto quanto atteso e desiderato, è ineludibile, in quello spazio di tre minuti ci mettiamo alla prova, mentre cerchiamo un approccio con l’altro ci individuiamo. Per questo dopo brevi cenni sulla storia in un ultimo “capitolo” c’è quello che ci interessa di più, capire, conoscere le vostre opinioni e sensazioni sui significati interni che questa danza rappresenta per ognuno. Non è una sorta di psicoanalisi collettiva via internet ma un tentativo, per chi lo vuole, di scoprire qualcosa in più di noi. Vi invitiamo quindi a inviarci i vostri pensieri sugli argomenti che di volta in volta vi proporremo. Vi invio quindi alla sezione “Noi e il tango” per vedere il primo argomento sul quale sollecitiamo il vostro parere.

Grazie a tutti

Eliana Montanari

 Bibliografia (parziale, in corso di completamento)

 Subito una citazione particolare va alla mia amica Meri Lao, che da precursora seriale, irriducibile e instancabile quale è, ha pubblicato il primo libro che ho letto e anche l’unico che circolava nel 1986 in Italia.

 T come Tango – Meri Lao

 Il tango e i suoi labirinti – Rafael Flores

 El tango – Horacio Salas

 Inventario del Tango – Horacio Salas e Oscar del Priore

 El siglo de oro del tango – Oracio Ferrer

Tango – Remì Hess

Il tango e i suoi labirinti – Rafael Flores

 Tango, l’arte del movimento – Mauro Barreras

Quien me quita lo bailado -  Juan Carlos Copes

Tango para vivir – Victoria Colosio

Historia del baile – Sergio Pujol

Astor Piazzola – Natalio Gorin

El tango, la otra historia – Alejandro Carrettero

 Laboratorio di studi linguistici – Università degli Studi di Camerino

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